con tutte le perfezioni del caos

Ogni notte dormiva e guardava nei suoi sogni.

Credevamo che i nostri spiriti fossero stati arricchiti dal terreno fertile, dalle verdi foglie, dagli insetti più rari e dall’abbondanza di umiltà. Ma un giorno di marzo, ci destammo dal nostro sogno. Il cielo pianse cenere. Il terreno marcio tremò come un mucchio di vermi neonati che si innalzano a gustare la grigia neve. Attraverso le montagne il bagliore della devozione brillava e accecava le nostre anime. L’oscurità era così brillante che piangemmo e urlammo in silenzio. E ci siamo destati ancora, e ancora.

Siamo uniti come tanti senza suono. Ad ogni battito del cuore è nato un bambino con la bocca serrata come una pietra di basalto. Abbiamo vissuto tra piacere e speranza, e sperato di non svegliarsi mai.

Una terra di niente. Abbiamo dormito. Abbiamo riso. Abbiamo corso.